QUI CON ME
10 texts and 10 digital photographs 2020
Print texts on matte cardboard 49 × 80 cm – Color photos by sublimation 21 × 14 cm
Dopo la scoperta del tumore di mia madre, e durante l’ultimo anno della sua vita, l’ho fotografata costantemente.
Dopo la sua morte, non sono più riuscita a guardare quelle immagini. Le fotografie mi riportavano esattamente a quei momenti, documentando un periodo segnato dalla paura e dall’emergere graduale di una nuova e dolorosa consapevolezza.
Quando mia madre è venuta a mancare, le sue amiche del corso di scrittura creativa che frequentava pubblicarono un piccolo libro che raccoglieva i suoi racconti e me lo regalarono. All’inizio non riuscii a leggerlo. Non ne avevo la forza. Anni dopo, però, quando finalmente lo aprii, ritrovai tutto ciò che la malattia aveva oscurato nella mia memoria. Attraverso quei testi, riuscii a ricordare mia madre per quella che era veramente: solare, affettuosa, sensibile, creativa e dotata di una vivida immaginazione.
I suoi racconti sono profondamente ispirati alla sua vita, al nostro ambiente familiare e alle passioni che hanno influenzato anche i miei interessi. Ho quindi deciso di unire quelle fotografie, le ultime immagini che possiedo di lei, ai suoi scritti, per modificare il modo stesso in cui le immagini vengono percepite. All’interno delle fotografie ho cercato dettagli che potessero entrare in risonanza con i testi.
I testi sono impaginati in colonne ispirate alla struttura grafica della collana Urania, la preferita di mia madre, e ho utilizzato lo stesso carattere tipografico che aveva sul suo computer. Alcuni racconti sono di fantascienza, altri thriller, mentre altri ancora assumono la forma di fiabe, poesie o racconti per bambini.
Il lavoro cerca di offrire una reinterpretazione diversa da quella che le immagini, da sole, potrebbero suggerire, lasciando allo spettatore la libertà di individuare nelle fotografie elementi influenzati dai racconti: dettagli capaci di distogliere l’attenzione dal contesto reale o di attenuare l’intensità dolorosa della malattia. In questo modo, il progetto tenta di mettere in luce la vita piuttosto che la morte, permettendo l’emergere di un ricordo più sereno attraverso un processo di elaborazione del lutto.